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RAVEL by Tyzyanas - DAVIS by Alan

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    tyzyanas
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    00 12/18/2004 7:45 AM
    vorrei approfondire un pò di più la discussione su Ravel, anche perchè non è mia abitudine lasciare le cosè a metà, dunque ripeto spiegando meglio:
    egli nacque il 7 marzo 1875 a Ciboure, paesino dei Pirenei, da padre francese e madre basca, Maurice Ravel subito si trasferisce a Parigi, dove dimostra presto spiccate doti musicali, con una forte propensione per il pianoforte e l'armonia.
    Si iscrive al Conservatorio e si dedica dall'età di sette anni allo studio del pianoforte, mentre dai dodici a quello della composizione, giungendo assai presto a uno stile personale.
    Partecipa più volte al Prix de Rome – noto premio francese - risultanso spesso perdente; finalmente arriva secondo nel 1901, con la cantata Mirra.
    A soli 24 anni ottiene un grande successo di pubblico con la "Pavana pour une infante défunte" (la "pavana" o "padovana" era un'antica danza italiana o spagnola). In seguito collabora con S. Diaghilev, impresario dei Ballets Russes, creando il balletto "Daphnis et Chloé" che consacrerà il suo talento.
    Scoppiata la Grande Guerra decide di arruolarsi e dopo grandi insistenze (fu anche scartato dall'aviazione) riesce a prestare servizio come carrista per 18 mesi; Maurice Ravel era convinto che il conflitto mondiale avrebbe completamente cambiato l'assetto del mondo e della società, pertanto la sua sensibilità artistica non poteva mancare un simile evento.
    Al termine dell'esperienza militare riprende con successo l'attività di musicista: si esibisce in diverse tournées in Europa e negli Stati Uniti, durante le quali presenta le proprie composizioni, che vengono accolte con entusiasmo da pubblico e critica. Frattanto gli viene conferita una laurea ad honorem a Oxford.
    Ravel si propone da subito con un stile straordinariamente moderno ed equilibrato, con lo stesso intento di cambiare le forme classiche di Debussy, ma attraverso un rinnovamento degli elementi della tradizione – melodia, armonia, ritmo e timbro – di estrema piacevolezza e comprensibilità (a differenza dell'altro).

    Supera con facilità le iniziali incomprensioni dovute alla novità dello stile e fonda per reazione la Società Musicale Indipendente con altri musicisti, istituzione determinante per la diffusione della musica contemporanea. Conseguendo una continua e crescente simpatia da parte del pubblico, raggiunge il più clamoroso successo con il "Bolero", composto su richiesta della celebre ballerina franco-russa Ida Rubinstein, nel 1928.

    Tra le sue composizioni più conosciute, oltre alle già citate, sono da ricordare: Mamma oca, cinque pezzi infantili per pianoforte a quattro mani e poi per orchestra, ispirata a cinque favole di C. Perrault, un delizioso mondo fiabesco realizzato in musica; due Concerti per pianoforte e Orchestra, di cui il secondo in re maggiore ha la caratteristica di avere la parte pianistica suonata con la mano sinistra (fu infatti composto per il pianista austriaco P. Wittegenstein, che durante la I guerra Mondiale era rimasto mutilato al braccio destro, ma aveva continuato coraggiosamente la carriera concertistica); L'ora spagnola, per il teatro.

    Nel 1933, in seguito ad un incidente d'auto, Maurice Ravel viene colpito da una malattia che paralizzerà progressivamente il suo fisico; muore il 28 dicembre 1937 a Parigi, in seguito ad un'intervento chirurgico al cervello.
    George Gershwin ebbe modo di raccontare che quando chiese al maestro francese di poter studiare insieme a lui, Ravel gli rispose: "Perchè vuoi diventare un mediocre Ravel, quando puoi essere un ottimo Gershwin?".
    Stravinsky, parlando di Ravel, lo definì un "artigiano di orologi svizzeri", riferendosi all'intricata precisione dei suoi lavori.



    tyzyanas

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    tyzyanas
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    00 12/18/2004 7:49 AM
    IL BOLERO DI RAVEL E' FRUTTO DI MALATTIA?
    IL BOLERO DI RAVEL E' FRUTTO DI MALATTIA?
    In un recente articolo pubblicato su European Journal of Neurology, un gruppo di ricercatori ha sostenuto la tesi di una possibile influenza di un disturbo cerebrale sulle ultime composizioni, tra cui il celeberrimo Bolero, del compositore francese Maurice Ravel.

    Maurice Ravel soffriva di una misteriosa demenza progressiva dall’età di 52 anni (1927). Gradualmente, perse la capacità di parlare, scrivere e suonare il piano. Compose la sua ultima opera nel 1932, suonò per l’ultima volta in pubblico nel 1933 e morì 4 anni dopo. Alcuni neurologi hanno cercato di ricostruire la sua malattia e molti hanno suggerito potesse trattarsi di malattia di Alzheimer.

    Francois Boller, uno degli autori dell’articolo pubblicato su European Jounal of Neurology, sostiene che i sintomi fossero iniziati troppo precocemente e che la memoria, l’autoconsapevolezza, i comportamenti sociali fossero troppo preservati per pensare che tale diagnosi possa essere corretta. La tesi di Boller è che probabilmente Ravel soffriva di due condizioni patologiche, una progressiva afasia, che coinvolge i centri del linguaggio, e una degenerazione corticobasale, che impedisce il controllo dei movimenti. Scrive Boller: “Ravel non perse la capacità di comporre musica, perse la capacità di esprimerla”. Le funzioni deficitarie del compositore, soprattutto il linguaggio, sono quelle che coinvolgono principalmente l’emisfero sinistro. Le abilità musicali come la melodia, l’armonia, il ritmo, coinvolgono aree differenti del cervello.

    Boller e colleghi sostengono che due delle ultime composizioni del musicista, tra cui il Bolero, mostrino gli effetti del danno all’emisfero sinistro. Il Bolero, lontano dall’essere una composizione di una persona demente, presenta una notevole complessità ritmica, caratteristica che sembra richiedere abilità a carico dell’emisfero destro. Tuttavia, contiene solo due temi, manca, cioè, di quella complessità di melodia che contraddistingue le precedenti opere del compositore. Un cambiamento così evidente nella produzione del compositore potrebbe essere dovuto ad un deficit esclusivo di alcune funzioni rilevanti per le abilità musicali.

    “E’ un’ipotesi interessante e in linea con ciò che sappiamo” dice Giovanni Frisoni, responsabile del Laboratorio di Epidemiologia e Neuroimaging dell’IRCCS San Giovanni di Dio, Fatebenefratelli, di Brescia, “ma sarà probabilmente impossibile stabilire con certezza cosa portò Ravel a comporre le due opere proprio in quel modo”.



    tyzyanas

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    00 12/18/2004 6:57 PM
    si vede che sei un' appassionata di musica
    alanx
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    tyzyanas
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    00 12/18/2004 7:41 PM
    si sono anche appassionata di musica,mapiù che altro ho sempre provato ammirazione e fascino per le persone dalla personalità complessa, profonda se non addirittura sublime.persone capaci di realizzare grandi cose, opere e capolavori immortali, che hanno scritto la storia.forse undifetto che ho e' di non essere una gran fan della mediocrità, per nonparlare d'altro, che ristagna sempre di più nella società contemporanea
    tyzyanas

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    alanparsonx
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    00 12/19/2004 7:16 AM
    parole molto profonde, condivido.
    è un vero privilegio averti qui nel mio forum, bella.

    alanx